Scegliere

Quando non ne abbiamo ci lamentiamo per l’assenza di alternative… Quando ne abbiamo ci lamentiamo della fatica di dover decidere.

Se l’oggetto è un’appuntamento elettorale, poter almeno esplorare opzioni alternative penso sia uno scenario auspicabile.

Mi sono convinto che, contrariamente all’autoritratto progressista che spesso ne facciamo, la nostra associazione, nelle sue abitudini e nella sua governance sia straordinariamente conservatrice, e che la grandissima storia che abbiamo alle spalle sia diventata il nido su cui adagiarsi, il rifugio sicuro per difenderci da questo terribile e intricato mondo di oggi.

Se collochiamo la nostra associazione nel delicatissimo momento storico che tutto il mondo sta attraversando, potremmo non meravigliarci nell’immaginare messaggi del tipo (accettate la provocazione) “make UISP great again1, mentre lo sforzo dovrebbe essere l’esatto contrario: non dobbiamo ritrovarci o replicarci, dobbiamo orientarci e dobbiamo superarci.

Il disastro epocale della pandemia ci consegnerà un dopo-guerra ed una difficilissima ricostruzione:  ogni dirigente degno di questo nome sa quanto ogni crisi sia sempre anche un’opportunità, per tentare di realizzare cose che prima neppure si pensava di poter fare.

La cosa peggiore che si possa fare -e che troppo spesso facciamo- è non decidere. Per imbarazzo, per pigrizia, per paura troppo spesso rimandiamo. Altre volte usiamo tutta la nostra fantasia per architettare soluzioni ibride per non scegliere davvero. La fotografia della UISP è spesso questa: ferma davanti ad un bivio. Chi si chiede il perché riceve sempre la stessa risposta più o meno articolata: “per non dividersi” o “ne usciremmo indeboliti“.

Se ogni scelta implica, di per sé, l’abbandono di tutte le alternative, scegliere di non scegliere è certamente l’opzione peggiore.

Qui ed ora abbiamo il dovere di porci tutte le domande ed ordinare le risposte possibili, di accettare le sfide nuove e di immaginare nuovi confini, dentro e fuori alla nostra grande associazione.

Abbiamo il dovere di non vivere di splendidi ricordi, di non accontentarci, di coltivare nuove ambizioni, perché -qualora non fosse chiaro- nel futuro ci sarà ancora bisogno di Noi.

1 Citazione liberamente tratta da una conversazione fra amici e dirigenti a tavola, dove si sa nascono le idee migliori.

Pubblicato da Enrico Balestra

Dio è in ogni luogo, ma io ci sono già stato... Almeno due volte!

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