Al Congresso Nazionale

Sono appena rientrato dal Congresso di Tivoli. In rappresentanza del Comitato Regionale dell’Emilia Romagna ho avuto il privilegio di viverlo in presenza. Un’esperienza straniante dopo 12 mesi di pandemia. Di seguito raccolgo alcuni appunti di questa esperienza, suddiviso in sotto-parti: dall’avventuroso viaggio con Tommaso Iori al diario dei 3 giorni di discussione.

Destinazione Tivoli

Come da accordi, io e Tommaso Iori ci siamo incontrati a Bologna per viaggiare insieme verso Tivoli. Partiti alle 10.30, mettendo in conto un paio di soste ed un’andatura senza ansie, stimavamo di arrivare al Congresso per le ore 16.30.

Prima il rumore sospetto, poi il fumo dal cofano… ed infine eccoci qua.

Tom apprenderà domani la diagnosi finale. Intanto il nostro viaggio ha preso una piega inaspettata.

Assistenza > Carro Attrezzi > Officina > Noleggio Auto > Ripartenza.

Siamo arrivati a destinazione alle 19, in tempo per il primo intervento programmatico del Candidato alla Presidenza nazionale, Tiziano Pesce.

Al netto della nostra disavventura, nella prima giornata dei lavori sono intervenuti oltre al Presidente uscente Vincenzo Manco ed al Candidato Tiziano Pesce anche Giovanni Malagò del CONI, Vito Cozzoli di Sport&Salute, Stefano Bonaccini, Andrea Orlando, Laura Pennacchi e Claudia Fiaschi (qui la sintesi ed i video).

Il Dibattito

Nella giornata di sabato si sono concentrati la gran parte degli interventi dei delegati: sono particolarmente orgoglioso del taglio e della qualità espressa sin dalle prime battute, con la presunzione di pensare che il contributo dei nostri delegati sia stato prezioso ed in qualche modo determinante.

Di seguito riporto alcuni appunti del mio intervento nel corso della mattinata di sabato.

Il claim del nostro percorso congressuale è “Capovolgere il Futuro“.

Non è “Ritorno al Futuro“.

Mi piace sottolinearlo e ripeterlo, come un ritornello, per fissare il compito che abbiamo davanti. Vale per la UISP come per il mondo fuori di qui.

La pandemia ci ha imposto e ci imporrà di cambiare, di ri-adattarci.

Sappiamo di doverlo fare per essere d’esempio. Perchè lo sport non è un-mondo-a-parte come sentiamo ripetere.
Siamo parte integrante di questo mondo, di questo (malandato) Paese.

Sappiamo di essere contaminati, ma sappiamo anche di poterlo contaminare.

Sin dalla nostra fondazione, oltre 70 anni fa, abbiamo l’ambizione di concorrere al progresso ed al miglioramento delle nostre comunità.

Abbiamo subito una sconfitta epocale, culturale prima che politica. Non è un giudizio su di noi e sul nostro lavoro, è la constatazione di un esito. A volte si gioca bene e si perde. Altre si vince pur giocando molto male e senza meritarlo.

Davanti alla sconfitta serve un’analisi, uno studio, una diagnosi. Serve il coraggio di farla senza essere indulgenti e di essere critici costruttivi. Serve capire, attribuire senso, interrogarsi.

Dovremmo domandarci chi siano i nostri amici e chi i nostri nemici, chi siano gli alleati e chi gli avversari, reali o immaginari, presenti o futuri, potenziali o ipotetici. Dovremmo interrocarci su dove siamo e dove vorremo andare, con chi e come. CONI e FSN, EPS e Terzo Settore…

Abbiamo davanti, non sappiamo quando, il dopoguerra: un’occasione per costruire un mondo nuovo, non per la restaurazione.

Non abbiamo bisogno di esperti di Teoria dei Giochi per scoprire ciò che già sanno i nostri educatori ed i nostri dirigenti. Scrivere le regole di un gioco significa pre-determinare i comportamenti degli attori. Esistono giochi a somma zero e giochi a somma diversa da zero: sistemi di giochi che -pur nella competizione- incentivano comportamenti virtuosi, legali, cooperativi.

Oggi l’ordinamento ci consegna una competizione fra poveri, al ribasso e priva di orizzonti. Una spirale mortale su cui si è innestata la crisi sanitaria.

Alla fine del terzo episodio di “Ritorno al Futuro“, Doc Emmet L. Brown spiega a Jennifer e Marty che il nostro futuro non è ancora stato scritto e che tutto dipenderà dalle nostre scelte.

Il nostro futuro non è scritto, con i piedi per terra e a testa alta -come ha detto Tiziano- abbiamo il dovere di metterci al lavoro.

Nel pomeriggio il mio compagno di viaggio Tommaso Iori, ex presidente del Comitato di Trento oltre che membro della Giunta Nazionale uscente, mi dice di non aver alcuna intenzione di intervenire nel dibattito. Ho ritenuto necessario iscriverlo a sua insaputa, consegnando una richiesta di intervento alla presidenza. Qui accanto la prova del crimine!

La discussione è stata lunghissima e continuata fino alla domenica mattina con oltre 70 interventi. Ripercorrendo i ricordi del weekend mi tornano in mente i 7 tentativi di Paolo di intervenire nonostante i problemi di connessione, l’anniversario del primo corso UDB a distanza nell’intervento di Eleonora, la lettera dell’educatrice letta da Vera, i soliti monumentali Gabriele e Azio, la citazione da Star Trek di Federico, la teatralità di Simone Ricciatti (anche se il merito dell’intervento pare sia di Cosimo Marra), la citazione di David Gilmor (che è la voce mentre in realtà l’autore del testo sarebbe -come sempre- Roger Waters) di Alessandro Scali, l’attacco scomposto di Gianpaolo Ferrarini e la risposta di Ceccaroni, le imprecazioni alla maremma di Lorenzo Bani, il bellissimo intervento (già citato) di Iori, quello del presidente di Monza Ioppolo (se non ho sentito male in parte ispirato dal nostro documento!) fino all’intervento di Mauro Rozzi, versione Branduardi, neo-eletto membro della Giunta Regionale del CONI ER.

Il Congresso

Si è trattato senza dubbio di un’esperienza in qualche modo irreale: oltre 300 delegati e ospiti a distanza, un centro congressuale enorme popolato da meno di 50 persone in presenza, in un albergo completamente vuoto stile Shining nel weekend in cui quasi la totalità delle regioni italiane si preparano ad un nuovo lockdown.

Anche per via queste anomalie, ho avvertito il peso della Storia, che ha gravato su questo appuntamento. Mi sono commosso guardando il video degli 8 anni di presidenza di Vincenzo e ma soprattutto mi hanno emozionato le conclusioni Tiziano che ho sentito, per la prima volta, entrare nella parte.

Abbiamo davanti sfide enormi, gli abbiamo promesso che avrà tutto il nostro aiuto. Buon lavoro Tiziano!

Pubblicato da Enrico Balestra

Dio è in ogni luogo, ma io ci sono già stato... Almeno due volte!

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