L’altro giorno, a conclusione di un laboratorio sul futuro promosso dal Forum regionale del Terzo Settore, i partecipanti sono stati invitati a scriversi una lettera dal futuro. Un brevissimo messaggio di aiuto, una cartolina inviata tra 20 anni dal nostro alterego a noistessi nel presente, con indizi su cosa abbia funzionato e cosa no.
Questa è la mia cartolina dal 2046.
15 settembre 2046, Repubblica della Terra,
Federazione degli Stati Uniti d’Europa,
Municipalità di BolognaC’è stata una lunga guerra ed esattamente come nel secolo scorso, ne siamo usciti a pezzi ma migliori. Le crisi economica conseguente alle trasformazioni climatiche e demografiche, insieme all’aggressività legittimata dalla nuova forza anche economica delle potenze emergenti, è sembrata non avere altre via uscita. Ancora oggi non ho idea di cosa si sarebbe potuto fare per evitare la catastrofe. Posso dirti però che oggi vediamo una nuova umanità: abbiamo trovato un vaccino alla peste digitale-cognitiva che aveva impaurito e isolato le persone, distrutto relazioni e compromesso la tenuta delle nostre comunità. Abbiamo sviluppato tecnologie etiche e costruito un nuovo ecosistema in cui tutti gli esseri viventi e le nuove macchine convivono in simbiosi; abbiamo costruito nuove istituzioni democratiche riconoscendo diritti e doveri universali di cittadinanza ad ogni creatura della terra ed al contempo esteso e promosso livelli di autonomia amministrativa e politica ad ogni comunità del pianeta. Abbiamo risolto ogni problema di scarsità energetica costruendo satelliti fotovoltaici, e usato i fondali marini come serre per produrre il cibo necessario alla vita di ogni vivente. L’aspettativa media di vita è aumentata anche se abbiamo scoperto che esistono limiti fisiologici che non potremmo mai superare. Abbiamo anche accettato che possa andare bene così, nulla è per sempre ed è proprio per questo che -in quanto unica ed irripetibile- ogni istante, ogni vita, ogni esperienza ha effettivamente valore.



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