Dopo l’estate delle spettacolari e discusse Olimpiadi parigine, per lo sport italico arriva la più importante delle scadenze elettorali. Nessuno -o quasi- ne enfatizza l’importanza ne lo investe della pubblicità che meriterebbe, ma dal Comitato Olimpico (CONI) in giù, tutte le Federazioni (FSN), Discipline associate (DSA) ed Enti di Promozione Sportiva (EPS) sono convocati a Congresso! Il fatto che pochi lo sappiano, ancor meno prestino a questo appuntamento (teoricamente e formalmente) democratico la minima attenzione suggerisce implicitamente lo stato di vivacità delle discussioni strategiche in seno agli organismi sportivi.

Aspetta: ma cos’è il Congresso!?

Estratto da wikipedia

Nei partiti, nei sindacati e in altre associazioni il congresso (denominato anche convenzione o conferenza) è il massimo organo decisionale. È un'assemblea che si può riunire con frequenza annuale o pluriennale (ad esempio, ogni cinque anni), costituita dagli iscritti o da loro delegati, che possono essere anche alcune migliaia, eletti in occasione di ciascuna sessione. Accanto al congresso nazionale (o generale) possono esserci congressi limitati ad un'articolazione territoriale (regionali, provinciali ecc.)

Per l’ordinamento sportivo italiano i Congressi sono le elezioni di rinnovo di tutte le cariche di Governo. Elezioni democratiche cui potrebbero (dovrebbero) essere chiamati a votare (si, votare) tutti gli associati e le società sportive. Non discuterò ora -ma mi riprometto di farlo successivamente- dei regolamenti elettorali su cui ogni organismo (federazione o ente) ha ampissimi margini di autonomia e discrezionalità, per concentrarmi sull’importanza di questo momento e sul senso che ritengo dovrebbe avere.

Perché i Congressi?

A molte/i di noi potrebbe frullare in testa una domanda non scontata, del tipo:

"Cosa c'entrano la democrazia e le elezioni con le attività di una piscina o il campionato di calcio?"

Premesso che non si tratta di fare le primarie per eleggere il direttore di un centro sportivo, l’assistente bagnante della piscina e men che meno per selezionare gli arbitri dei campionati, tento una risposta senza farla troppo lunga.

Il senso di un confronto democratico (e perché no- anche di una competizione elettorale) dovrebbe consistere nell’elevare il livello delle proposte, delle strategie e delle azioni tese a migliorare il movimento sportivo, in un senso o nell’altro: esiste ad esempio chi legittimamente orienterebbe gli sforzi verso gli atleti di alto livello, chi prediligerebbe investimenti sull’impiantistica sportiva, chi sullo sport di base e scolastico, chi sulle discipline più popolari e chi su quelle più particolari e potremmo continuare… Nessuna scelta è neutra, ne più giusta in senso assoluto, a maggior ragione dopo gli stravolgimenti epocali che stanno ridisegnando l’ecosistema sportivo.

Sappiamo bene che la democrazia non è di per sé il migliore -men che meno l’unico- sistema di governo di organizzazioni complesse: il fatto che il variegato mondo sportivo sia abitato da ogni forma possibile di intrapresa collettiva o individuale, dagli enti pubblici (o presunti tali) fino alle imprese commerciali, finanche multinazionali, ne è la plastica dimostrazione.

Per le reti associative del terzo settore, come UISP, si tratta di una scelta precisa: scommettere sull’ingaggio dei soci-cittadini affinché alimentino con idee, proposte e azioni, le scelte politiche e strategiche dell’Associazione. Una scommessa che muove dalla profonda convinzione che l’opinione delle persone sia rilevante -decisiva- se non già per trovare soluzioni condivise almeno per raccogliere le aspettative più autentiche ed i bisogni delle persone.

Se così è (e così, per noi, è) allora la partita democratica dei congressi va giocata per davvero, non per finta. Se è così (e cosi è) allora le opinioni e le persone devono emergere e contare! Le opinioni di tuttƏ, non solo quelle di qualcuno. Opinioni qualificate, fondate, argomentate, supportate ed infine confrontate e selezionate da tanti -e non da pochi- soci informati.

Diciamo che ho capito: quindi!?

A questa data molte delle più importanti Federazioni italiane hanno già svolto i loro congressi. Cercate FIN, FIDAL, o FIT e troverete poco o nulla sulla discussione interna ai gruppi dirigenti o di confronto fra candidati. Troverete articoli e polemiche sulle sistematiche esclusioni per vie legali di ogni possibile concorrente, e con discreto lavoro su siti criptici anche per i motori di ricerca, potreste forse trovare la relazione dell’unico maschio candidato. Risparmiatevi la fatica, in ogni caso l’intervento non conterrà alcun elemento di approfondimento, di analisi critica, bensì mere enunciazioni di meriti senza contradditorio.

E quindi!?” Quindi non credo dovremmo accontentarci, piuttosto organizzarci.

Crediamo si possa (e si debba) essere più esigenti, che si possano chiedere i numeri e i dati che hanno orientato e orientano le decisioni. Che si possa chiedere conto del perché di alcune scelte e non di altre, o non ultimo si possa chiedere come vengono gestite/orientare le risorse conferite dagli enti pubblici o quelle raccolte dalle copiose e spesso incomprensibili tasse sugli sportivi praticanti o sulle loro famiglie.

Con i congressi della UISP potremmo tentare quest’altra strada: anche attraverso questo spazio, proverò/proveremo a costruire comunità sportive più aperte, più informate, più consapevoli, quindi più libere.

E se hai letto fino a questo punto, la risposta è si: abbiamo bisogno anche di te.

Nota: le immagini del post sono gentilmente concesse da Dall-E, che a quanto pare soffre di dislessia.

4 risposte a “Lo Sport a Congresso”

  1. Avatar Diario Congressuale – Qualche anno f(r)a
    Diario Congressuale – Qualche anno f(r)a

    […] del 2020 come diario del percorso congressuale interno alla UISP. Oggi, alla vigilia del nuovo congresso ho di nuovo bisogno di usare anche questo spazio per rendere pubbliche di alcune delle mie […]

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  2. Avatar L’Anno che verrà (2) – Qualche anno f(r)a
    L’Anno che verrà (2) – Qualche anno f(r)a

    […] E’ seriamente difficile e imbarazzante ritrovarsi ancora a discutere di (deroghe) ai limiti di mandato… La vocazione monarchica e dinastica del sistema sportivo, davvero medievale, appare insuperabile non più nelle norme (che dei limiti li hanno effettivamente introdotti) ma nella testa dei dirigenti apicali di CONI e Federazioni. Gli eterni, gli immortali. […]

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  3. Avatar A proposito di Monarchie – Qualche anno f(r)a
    A proposito di Monarchie – Qualche anno f(r)a

    […] Al netto della trasmissione non immune a forzature e narrazioni pre-orientate, trovo questo racconto utile a restituire il livello della cultura democratica che è strutturalmente parte delle FSN e del Comitato Olimpico. […]

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  4. Avatar Frecce e finestrini – Qualche anno f(r)a
    Frecce e finestrini – Qualche anno f(r)a

    […] scorso weekend, nella ridente cittadina di Tivoli, UISP ha celebrato l’ultimo episodio del lungo percorso congressuale iniziato quasi 6 mesi […]

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