“Qualche anno f(r)a…” è nato nell’estate del 2020 come diario del percorso congressuale interno alla UISP. Oggi, alla vigilia del nuovo congresso ho di nuovo bisogno di usare anche questo spazio per rendere pubbliche di alcune delle mie riflessioni personali e politiche, relative alla mia esperienza e al mio lavoro separandoli -per quanto possibile- dal ruolo che oggi ricopro.
Proverò ad utilizzarlo con diversi obiettivi:
TRASPARENZA > Forse ovvio, ma non scontato: condividere opinioni autentiche e punti di vista. Come dovrebbe essere per ogni candidato in ogni campagna elettorale, anche se questa è riservata ad una comunità di soci in un ente di secondo livello.
APRIRE DISCUSSIONI> far uscire le nostre discussioni interne oltre il perimetro dei delegati/elettori del territorio di riferimento, non fosse altro perché le ritengo importanti quand’anche apparentemente poco interessanti.
ALZARE LO SGUARDO > organizzare le idee cercando di distinguere le mie aspettative ed i miei desideri dalla carica che pro-tempore rivesto.
Sull’ultimo punto si potrebbe pensare: “scusa in che senso? hai disturbi della personalità? sei schizofrenico?“. Chissà! Ma no, direi di no.
Più semplicemente quando ci si trova a ricoprire ruoli di rappresentanza ci si allena a separare il cosa-penso-io dal cosa-pensano-le-persone-che-devo-rappresentare. Esercitare bene il proprio ruolo consiste esattamente nel riuscire a concentrarsi sul secondo, tendendo il primo sullo sfondo.
Se è abbastanza evidente che -di norma- per rappresentanti e rappresentati le cose funzionino tanto meglio quanto più i due pensieri si trovino affini, idealmente sovrapponibili o come minimo vicine, potrebbe invece sfuggire il rischio inverso.
Per non finire ad essere solo il proprio ruolo, per non finire a pensare sempre e solo come-le-persone-che-devo-rappresentare-vogliono-che-io-pensi o peggio ancora come-il-ruolo-che-ricopro-mi-impone-di-pensare, credo sia necessario e sano l’allenamento opposto al primo, ossia ricordare, elaborare ed aggiornare continuamente il cosa-penso-io, davvero.
Più banalmente, senza ricorrere alla psicanalisi, in questo spazio proverò a concentrare le suggestioni, i pensieri, le paure ed i sogni che non necessariamente troveranno spazio e/o consenso nelle discussioni congressuali o nelle proposte associative.
Penso che in questa tensione stia la vitalità: fra quello che siamo e quello che vorremmo essere, fra quello che facciamo ogni giorno e quello che un giorno vorremmo fare. L’immediato ed il lontano.
STRUMENTI E METODO
Parallelamente a tutta la campagna ufficiale che animeremo (e animerò) sui canali UISP, userò:
> Questo spazio/blog per pubblicare i miei pensieri e appunti.
> Un canale youtube personale per pubblicare video (rigorosamente non-in-elenco, ossia che non compaiono nelle ricerche e sono visibili solo tramite link diretti).
> Questo canale whatsapp o questo telegram per condividere aggiornamenti, articoli, materiali o link.
Facebook? Ho smesso. Nel marzo dell’invasione russa dell’Ucraina. Non sono pronto e non credo riuscirò a tornare.
Twitter!? Mi piaceva tanto, ma per me è morto.
Nell’universo social sopravvivo nelle mie storie su instagram.
Se pensate possa anche solo ipoteticamente interessarvi qualcosa di quanto sopra, siete invitati ad iscrivervi!